Alla scoperta della Val Borbera lungo la via del Sale

Partendo da Vignole Borbera, a pochi chilometri dall'uscita dell'A7, e imboccando la strada che corre lungo il torrente "Borbera" da cui il nome della Valle, si giunge a Borghetto di Borbera. Da qui si apre uno degli spettacoli naturali più suggestivi della zona: le Strette, una gigantesca gola ricca di anse e meandri, lunga quasi 10 chilometri, che arriva fino a Cantalupo Ligure disegnando un paesaggio di contrasti straordinari, dalle cime tondeggianti dei rilievi alle spaccature del fondovalle.

tramonto in val borbera
Questa spettacolare gola fluviale raggiunge in certi punti profondità fino a 100 metri e divide la bassa Val Borbera essenzialmente di natura pianeggiante dall'alta Val Borbera, più montuosa e accidentata, che sale sino alla cima del Monte Chiappo (1.700 m)
In questo punto alcune aree attrezzate e una scala che consente l'accesso al torrente rendono la sosta davvero piacevole. È questa sicuramente la zona più caratteristica e famosa dell'intera valle, resa ancor più celebre dalle gesta dei partigiani: qui nell'agosto del 1944 si svolse la battaglia di Pertuso, uno degli episodi più crudi della Resistenza e oggi, a ricordo di quei giorni, è stata eretta la Stele della Pinan Cichero, il Monumento al Partigiano.
Da Pertuso, si sale fino a Rocchetta Ligure, dove la valle si sdoppia alla confluenza tra il torrente Sisola e il Borbera. Uscendo dall'abitato, verso sud , lungo l'antica via del sale si incontra un nucleo di case quattrocentesche preesistenti al “Borgo Nuovo” di Rocchetta Ligure, chiamate “I Marughi” dal cognome degli antichi abitanti e proprietari, con la rustica porta di Valle Sisola, punto di sosta per il pagamento del dazio.
A Mongiardino Ligure doverosa sosta all'azienda Agricola vallnostra per scoprire come nasce il formaggio più raro del Mondo Il Montebore, presidio slow food e assaggiare i piatti della tradizione delal Valle cucinati da Agata.
Proseguendo si arriva Roccaforte Ligure si può davvero considerare un museo a cielo aperto. Questo minuscolo paesino "conquistato" dopo aver lasciato le sponde del Borbera, e al termine di un'ardita salita di oltre 300 metri di dislivello, conserva illustri tesori del passato. Qui nel 1882 venne scoperta l'Ara delle Matrone, altare votivo in pietra arenaria, prova della presenza romana nella valle e uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della zona, oggi conservato nelle stanze del Municipio.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Dopo le fatiche della salita, dopo l'arrivo a San Martino si comincia a scendere verso la Valle Spinti, passando rapidamente dagli 800 metri del Colle delle Forche ai 300 di Grondona, piccolo abitato sulla riva orientale del torrente Spinti. Le case in pietra e i resti del ponte romanico nel borgo antico sono ancora oggi preziose testimonianze dei fasti del passato.
A incuriosire i visitatori è la singolare torre cilindrica del Castello, una massiccia costruzione del 1181 che riuscì miracolosamente a sopravvivere alla frana che invece distrusse il resto del maniero nel 1934. Da non perdere è anche la Chiesa romanica dell'Assunta, risalente al XIII secolo, con il campanile che si eleva su quattro piani segnati esternamente da cornici a denti di sega con specchiature ad archetti pensili ciechi. La cella campanaria è aperta da bifore con pilastrino concluso da un capitello a stampella.
Lungo le pareti interne e sui pilastri si trovano diversi affreschi, che mostrano i santi della devozione popolare.
Da segnalare anche la Chiesa dell'Annunziata, che conserva al suo interno affreschi del Quattrocento. Alle spalle dell'abitato lo sguardo è catturato da un'altra curiosa sorpresa della natura: la roccia calcarea, infatti, è sfregiata da profondi calanchi che rigano la montagna in più punti. L'ennesima straordinaria "pennellata" di una valle che è un capolavoro di forme e colori.sui pilastri si trovano diversi affreschi, che mostrano i santi della devozione popolare. 

Newsletter

Per iscriverti alla nostra newsletter sufficiente inserire la tua email nel campo sottostante.

itinerari