Per il buongustai l’arrivo della primavera va a coincidere con il Tour Gastronomico delle Valli Borbera e Spinti che quest’anno festeggia i 40 anni.
L’ Associazione Albergatori e Ristoratori Val Borbera e Valle Spinti attraverso i piatti tipici delle 20 strutture aderenti è ambasciatrice dei prodotti locali, Montebore, Timorasso, Salame Nobile, Carne, Fagiolane, Patate quarantine, ma anche la Mele Carla, i Tartufi, Castagne, Funghi Il Tour Gastronomico “autunnale” delle Valli Borbera e Spinti, inizia domenica 23 settembre e si concluderà il 25 novembre.

Il calendario degli appuntamenti autunnali

DOM 23 Settembre ore 12.30 IL MAGGIOCIONDOLO – Dova Superiore
SAB 29 Settembre ore 20 CAPANNE DI COSOLA – Capanne di Cosola
SAB 6 Ottobre ore 20.30 BELVEDERE – Pessinate
DOM 7 Ottobre ore 13 FORESTERIA LA MERLINA – Cà Bellaria – Dernice
DOM 7 Ottobre ore 13 VALLENOSTRA – Mongiardino Ligure
GIO 11 Ottobre ore 20 RAVIOLPUB – Borghetto Borbera
SAB 13 Ottobre ore 20 STEVANO – Pallavicino
DOM 14 Ottobre ore 13 PONTE – Montaldo di Cosola
SAB 20 Ottobre ore 20 MORANDO – Mongiardino Ligure
DOM 21 Ottobre ore 13 APPENNINO – Cabella Ligure
SAB 27 Ottobre ore 20 IL PATIO – Cabella Ligure
DOM 28 Ottobre ore 13 CACCIATORI – Aie di Cosola
GIO 1 Novembre ore 13 IL FIORILE – Castel Ratti
DOM 4 Novembre ore 13 LOCANDA PERTUSO – Pertuso
VEN 9 Novembre ore 20.30 LA PERNICE ROSSA – Chiapparolo – Grondona
SAB 10 Novembre ore 20.30 DA BRUNO – San Nazzaro
DOM 11 Novembre ore 13 VALLENOSTRA – Mongiardino Ligure
SAB 17 Novembre ore 20.30 DA BRUNO – San Nazzaro
DOM 18 Novembre ore 13 BELVEDERE – Pessinate
DOM 18 Novembre ore 13 VALLENOSTRA – Mongiardino Ligure
SAB 24 Novembre ore 20.30 BELVEDERE – Pessinate
DOM 25 Novembre ore 13 PONTE – Montaldo di Cosola


Eccellenze gastronomiche delle Valli Borbera e Spinti

  • I funghi delle valli Borbera e Spinti (in particolar modo il “porcino”, nome locale dei boleti) sono considerati fra i migliori al mondo per compattezza, sapore e profumo.
  • Le castagne, di piccole dimensioni, delle quali i boschi sono ricchissimi, vengono ampiamente impiegate in cucina.
  • La fagiolana di Figino, una particolare varietà del fagiolo bianco di Spagna con pelle più morbida e pasta più saporita e raffinata, coltivata con l’antica tecnica delle “carasse” (cioè rustici pali di legno accoppiati), da vita ad insalate, minestre e contorni di antica perfezione.
  • Le rarissime mele carle, raccolte quando il tempo della maturazione è già terminato, di gusto delizioso ma poco zuccherine, vengono usate per rustici e raffinati dessert (come le torte rovesciate o le creme cotte).
  • Quanto ai vini, vitigno locale è il pregiato Timorasso, che da un vino bianco di elevata gradazione e sapore corposo e asciutto, recentemente rilanciato e riscoperto da Walter Massa è ormai riconosciuto come uno dei grandi vini bianchi italiani, che ha raggiunto nella guida Veronelli l’olimpo dei migliori 20 vini d’Italia.
  • Una specialità è anche il salame nobile del Giarolo, a grana grande, di gusto delicato e preparato con un particolare impasto “condito” con sale e pepe nero, aglio e vino rosso.
  • La carne all’erba del Giarolo – Panà – Ebro, tutelata dall’omonimo consorzio costituito nel dicembre del 2001 su iniziativa di sedici aziende firmatarie (che rappresentano la totalità dei produttori di carne bovina di qualità delle Valli Curone – Grue – Ossona e Val Borbera e Valle Spinti), è il risultato di un allevamento che cerca di armonizzare il benessere degli animali e la sicurezza e qualità per i consumatori: in sostanza i vitelli
    nascono sui vasti pascoli delle valli e restano con la madre, nutrendosi di latte materno fino allo svezzamento. In seguito vengono allevati esclusivamente al pascolo e con alimenti locali.
  • I formaggi di capra, squisita tradizione della cultura contadina, sono ottenuti dall’allevamento di animali selezionati di razza Camosciata delle Alpi, tipica dell’intero arco alpino, alimentati con foraggi di produzione locale.
  • Una citazione a parte merita il celebre e rarissimo formaggio Montébore, dalla caratteristica forma a torta nuziale (prodotto secondo il disciplinare Slow Food in un solo caseificio al mondo, sito a Mongiardino Ligure, con 75% di latte bovino proveniente dalle mucche razza Bruna Alpina, Tortonese, Genovese e Capannina e 30% di latte ovino). L’anno 1489, a Tortona, si celebravano le nozze fra tra Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro. Cerimoniere era Leonardo da Vinci, straordinario genio dell’arte e della scienza ma anche attento gastronomo: il Montébore fu l’unico formaggio  invitato a tanta nobile tavola.
    Ma la storia di questo formaggio rarissimo è molto più antica e la si fa risalire dell?arte casearia dei monaci dell?abbazia benedettina di Santa Maria di Vendersi, sul Giarolo (il monte attorno al quale si sviluppano le tre Valli Grue, Curone e Borbera), già fra il IX e l’XI secolo.