Di ritorno dal TTG di Rimini, eccoci pronti per aiutare i tour operatori a scoprire “sul campo” questa terra di confine dal sapore un po’ ligure e un po’ piemontese, con tante curiosità che si celano tra le botteghe, le vie, i palazzi, le insegne.

Insieme alla responsabile di un tour operator americano, siamo andati alla scoperta di Novi Ligure: Arte,  Design, Curiosità  ed Enogastronomia, le parole chiave.

Il nostro pomeriggio insieme a Gina inizia da “Porta dello Zerbo”, sulla attuale piazza XX settembre, detta anche “Porta San Pietro”, in virtù della vicinanza con la chiesa posta poco più avanti. 

Il racconto parte dall’edificio costruito tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900, per essere destinato a peso pubblico, progettato in maniera tale da renderlo completamente visibile sui 4 lati e che nel dopoguerra è stato trasformato in  gelateria diventando il Bar del Peso.

Antica cartolina di Novi Ligure con la “Pesa comunale”

Tra i palazzi dipinti e la storia delle famiglie genovesi tappa lungo via Roma per ammirare la scala elicoidale del Palazzo Brignole-Sale detto “della Dogana”, di Novi Ligure, realizzata impiegando 36 lastre in pietra a sbalzo ancorate al muro. 

Prima di immetterci in via Girardengo un tour a 360° sulla Piazza principale (Piazza Dellepiane):

Al civico n. 1, si affaccia Palazzo Cambiaso-Negrotto poi Dellepiane ed attualmente di proprietá del Comune di Novi Ligure. La struttura dell’edificio documenta due distinte fasi di costruzione: il nucleo piú antico, contraddistinto da chiare influenze genovesi, che confina con via Paolo da Novi e l’ampliamento eseguito intorno alla metá del secolo XVIII che si sviluppa sul fronte piazza. Nel cortile del corpo piú antico del Palazzo si conserva un fondale ad elementi architettonici dipinti ubicato in asse al nel androne di ingresso.

Al civico n.3 della piazza l’elegante Palazzo Negroni oggi Costa. Tale edificio risulta radicalmente ristrutturato nella distribuzione architettonica durante il biennio 1737-1738, ma le decorazioni presenti sui prospetti sono probabilmente opera di G. e A. Muratori e risalgono all’ultimo ventennio del secolo XVIII. Sulla facciata principale rivolta verso la piazza, in epoca napoleonica, sono state eseguite due meridiane: una segna l’ora francese, cioé quella locale, l’altra l’ora italica, cioé quante ore mancano al tramonto del sole.

Dopo i primi passi lungo via Girardengo, tappa obbligata in Galleria Perelli per ammirare l’allegoria che sottolineare il legame tra Genova e Novi  e poi di vetrina in vetrina impossibile non fare cenno alle botteghe storiche, ai racconti più golosi complice l’aroma di focaccia appena sfornata e le vetrine a tema per il chocodays.

Galleria Perelli- Novi Ligure

Tra le chicche non potevano mancare le nostre botteghe artigiane per andare a scoprire la storia dei prodotti deco con l’amaro Peruzzo o poi partendo dalla pianta del gelso  eccoci a spiegare che il Novese è legato alla produzione della seta perchè nella seconda metà dell’800 delle 121 filande di seta, 38 era dislocate nel territorio.

Prima di congedarci, tappa l’oratorio della Maddalena con il grande complesso scultoreo in legno alle spalle dell´altare maggiore che rappresenta il Monte Calvario.

Il grande complesso scultoreo all’interno dell’Oratorio della Maddalena. Foto by Claudio Olivieri

Grazie Gina e’ sempre un piacere raccontare storia e intrecci del nostro territorio e sentire più volte pronunciare la parola wonderful!!!