Grazie ad una segnalazione di Andrea Scotto, raccontiamo un episodio accaduto al Santuario della Rocchetta vicino Lerma e di come furono salvati alcuni ebrei, tra cui gli zii di Primo Levi.
Paolo Mazzarello, nel suo libro “Quattro ore nelle tenebre” (Edizioni Bompiani – Milano, maggio 2016), racconta di come don Luigi Mazzarello, divenuto rettore del Santuario di Nostra Signora delle Grazie detto della Rocchetta, abbia nascosto all’interno della canonica diverse persone, tra le quali i coniugi ebrei Soria e Levi (zii di Primo Levi).
In caso di pericolo, gli ospiti scendevano nella cripta del Santuario, destinata alle tombe dei marchesi Spinola di Lerma, per nascondersi nei loculi lasciati vuoti.
Un giorno di fine estate del 1944, ad Ovada, don Luigi Mazzarello ebbe una soffiata: l’indomani ci sarebbe stata l’ennesima perquisizione, cosa che puntualmente avvenne. Solo che, questa volta, il graduato comandante del gruppo inviato alla Rocchetta chiese di ispezionare anche la cripta: don Luigi, mantenendo i nervi saldi, prese le chiavi e scese con il graduato, che entrò, fece due passi in avanti per guardare solo i loculi di fronte (non quelli laterali, dove erano nascosti i fuggiaschi!), poi uscì senza chiedere altro. Un miracolo? Forse no.
Una testimonianza, raccolta da Flavio Ambrosetti nel 1986 e riportata nel libro da Paolo Mazzarello, racconta che un graduato (lo stesso della perquisizione dell’estate 1944?) si fece vivo con il parroco “affermando di sapere della presenza di ebrei”, ma di “non voler compiere alcuna rappresaglia perché gli ordini in materia li prendeva dal Generale Dio”.
Nulla più sappiamo di questo graduato e di quali altri ordini prese dal “Generale Dio”; il nome di don Luigi Mazzarello, il 18 aprile 2012, è stato scritto dal “Vad Yashem” di Gerusalemme nell’elenco dei “Giusti tra le Nazioni”