Goffredo Mameli, nacque a Genova, il 5 settembre 1827, autore del Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Fratelli d’Italia o anche Inno di Mameli soggiornò a  Novi Ligure per la visita di leva proprio nel periodo in cui la tradizione vuole che l’inno venne scritto, ossia nell’autunno del 1847.

Da segnalare che solo nel novembre del 2017 il Senato ha approvato definitivamente la legge che rende ufficiale l’Inno di Mameli,  che il Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946 adottò provvisoriamente.

Riportiamo il testo dell’Inno

Fratelli d’Italia 
L’Italia s’è desta, 
Dell’elmo di Scipio 
S’è cinta la testa. 
Dov’è la Vittoria
Le porga la chioma, 
Ché schiava di Roma 
Iddio la creò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli 
Calpesti, derisi, 
Perché non siam popolo, 
Perché siam divisi. 
Raccolgaci un’unica 
Bandiera, una speme: 
Di fonderci insieme 
Già l’ora suonò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci, 
l’Unione, e l’amore 
Rivelano ai Popoli 
Le vie del Signore; 
Giuriamo far libero 
Il suolo natìo: 
Uniti per Dio 
Chi vincer ci può? 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia 
Dovunque è Legnano
Ogn’uom di Ferruccio 
Ha il core, ha la mano, 
I bimbi d’Italia 
Si chiaman Balilla
Il suon d’ogni squilla 
Vespri suonò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano 
Le spade vendute: 
Già l’Aquila d’Austria 
Le penne ha perdute. 
Il sangue d’Italia, 
Il sangue Polacco, 
Bevé, col cosacco, 
Ma il cor le bruciò. 
Stringiamci a coorte 
Siam pronti alla morte 
L’Italia chiamò