Si narra che una donna di Molare, di nome Clarice, colte un po’ di erbe e fatte cuocere mise quel misero cibo in un paniere e si incamminò verso il monte, dove il marito stava tagliando legna. Arrivata dove inizia la vera salita, chiamato appunto “Le Rocche”, vide una donna che chiamandola per nome le chiese:
Clarice, volete darmi un po’ di pane?”. “Oh! Mia bella signora, ben volentieri, ma ho solo delle erbe cotte che porto a mio marito”. “Guarda nel paniere” insistette la bella signora. Clarice aprì il paniere che trovò pieno di pane ancora caldo: “Vergine santissima!” esclamò stupefatta. La signora continuo’: “Io sono proprio Colei che tu invochi, va’ a Molare e dì a tutti che qui desidero una chiesa in mio onore. Qui porrò un trono di grazie”.

E così accadde. Sul luogo di questa apparizione della Vergine Maria fu inizialmente posta una grande croce di legno, e più tardi, nel 1608, i devoti costruirono il primo nucleo del Santuario, ampliato nei secoli successivi, grazie alle donazioni a seguito delle miracolose guarigioni.
In particolare il 10 agosto 1823 la chiesa divenne Santuario, un luogo dove ancora oggi i pellegrini ricordano l’apparizione della Madonna.

Nella piccola frazione di Molare la festività principale è naturalmente l’Assunta in concomitanza della quale si svolge La Festa dell’Ospitalita’, giunta quest’anno alla sua 37° edizione, in programma dal 15 al 18 agosto 2018, organizzata dalla pro loco  promette  nelle quattro giornate di festa una serie di appuntamenti sia musicali che gastronomici, infatti si potranno apprezzare piatti come, lo stracotto di cavallo, carne e tomini  alla piastra, i ravioli e l’immancabile polenta.