Pietro da Verona, o Pietro Martire, al secolo Pietro Rosini ( Verona, ca. 1205 – Seveso, 6 aprile 1252), fu un predicatore appartenente all’Ordine dei domenicani,  fondatore della Confraternita di Misericordia e venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Nato da genitori eretici manichei, Pietro Rosini scelse però giovanissimo la fede.  A sette anni imparò alle scuole dei cattolici il Credo, che per lui non sarà una formula qualunque, ma un principio di vita e una luce che rischiarerà per sempre il suo cammino. Entrato nell’Ordine, anelante le sante lotte per la fede, nei lunghi anni di preparazione al futuro apostolato, mise le basi di quella robusta santità che fece davvero di lui un atleta di Gesù Cristo. Nominato nel 1242 Inquisitore Generale per la Lombardia, combatté senza posa gli eretici con la spada della divina parola. Nel 1252 venne assassinato da alcuni sicari con una roncola (falciastro) nella foresta di Barlassina mentre si recava a piedi da Como a Milano. Le agiografie riportano che intinse un dito nel proprio sangue e con esso scrisse per terra la parola “Credo”, cadendo poi morto. Un suo confratello, fra Domenico, che si trovava insieme a lui, fu pugnalato mentre tentava di fuggire e morì dopo alcuni giorni di agonia. Uno degli attentatori, Pietro Porro poi conosciuto come Carino Pietro da Balsamo, l’uccisore effettivo di Pietro Rosini, si pentì del gesto ed in seguito morì in fama di santità presso il convento dei domenicani di Forlì, avendo come padre spirituale il beato Giacomo Salomoni. Anche Carino, il cui corpo è conservato nella cattedrale di Forlì, ha oggi il titolo di beato. La tradizione vuole che a Firenze Pietro abbia fondato quella che oggi è la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze.

Giorgio Vasari, tra il 1567 e il 1569, realizzò, per l’altare maggiore della chiesa di Santa Croce annessa al convento domenicano, fondato da papa Pio V (nato a Bosco Marengo nel 1504),  il  “Martirio di San Pietro da Verona“. L’opera restaurata con l’originaria cornice cinquecentesca, collocata negli spazi conventuali nel complesso monumentale di Santa Croce di Bosco Marengo, destinati fin dal 2000 a sede di un museo, verrà presentata al pubblico giovedì 21 marzo 2019, alle ore 11:00.
L’intervento, promosso dalla Prefettura di Alessandria e finanziato dal Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, è stato eseguito nel 2018 dal restauratore Cesare Pagliero di Savigliano, sotto la direzione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Giorgio Vasari
Il celebre pittore e architetto Giorgio Vasari fu chiamato dal papa Pio V a realizzare una grandiosa “macchina” d’altare, struttura architettonica in legno con dipinti sui quattro lati che venne successivamente smantellata in occasione della canonizzazione di Pio V (1712).