Tra le 50 mete per donne che amano viaggiare in Italia e nel Mondo raccolte ne “La guida delle libere viaggiatrici” (Altreconomia), trova spazio il Basso Piemonte e in particolare la Val Borbera, grazie alla collaborazione della geologa Irene Zembo di BorberAmbiente, con le autrici del volume Iaia Pedemonte e Manuela Bolchini.

Le 208 pagine sono dedicate a mete di viaggio e esperienze dove trovano spazio viaggiatrici esperte, imprenditrici locali, guide, artigiane per citarne alcune, un grande “capitale umano” femminile del turismo responsabile e tra queste la “nostra Irene”, tutte pronte a valorizzare il proprio territorio con la sua cultura, la sua storia  e le sue tradizioni.

Sfogliando questa guida rivolta a tutti i “viaggiatori curiosi” ci soffermiamo alla 127ª pagina per leggere l’itinerario  descritto da Irene “A piedi nudi nel fiume. In Val Borbera con delle guide speciali” .

Poche pagine capaci di far immaginare a chi legge la bellezza di un territorio nel cuore dell’Appennino che incrocia Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Lombardia, facilmente raggiungibile in  poco meno di 90 minuti (il tempo di una partita di pallone) da Torino, Milano, Genova.

L’itinerario parte con alcune curiosità che le guide della Val Borbera raccontano facendo scoprire questa porzione di territorio ricca di torrenti, cayon, storia, musei ed enogastronomia.

Tra queste  ecco svelato il motivo degli angoli arrotondati degli edifici: servivano  per permettere nella stagione invernale (con la neve), ai carri di fieno di passare più comodamente lungo le strade.

Per scoprire tutti gli altri itinerari sulla Val Borbera ideati da Irene Zembo vi suggeriamo di visitare il sito www.borberambiente.it