Sabato 12 e domenica 13 ottobre tornano le Giornate FAI d’Autunno, anche nel basso Piemonte. 

Nel Distretto del Novese ecco i luoghi che verranno aperti:

Bosco Marengo: Complesso Monumentale di Santa Croce Ispirato al convento di San Marco a Firenze, il complesso è organizzato in tre settori: il chiostro piccolo, o “chiostro dei morti” su cui si aprono il refettorio, le cucine, i locali di servizio e la sala capitolare; un cortile rettangolare nell’angolo nord-occidentale intorno a cui si trovano gli ambienti destinati a foresteria e gli appartamenti privati del fondatore; il chiostro grande detto anche “chiostro della cisterna”, riservato alla clausura e alla formazione dei giovani novizi. Grande attenzione meritano le opere Vasariane, ospitate negli spazi originariamente destinati alla funzione di sala capitolare. Al suo interno si possono ammirare le opere che costituivano la Macchina Vasariana e le catacombe con i resti dei monaci.
ORARIO: Domenica: 10:00 – 18:00 (ultima visita partirà alle ore 17.30)

Lerma: torre Albarola. Salendo oltre l’abitato di Bozzolina, si percorre un sentiero napoleonico riconducibile alle antiche vie del sale. La visuale spazia verso la pianura e le Alpi dal lato nord, fino ai rilievi dell’Appennino ligure-piemontese, dalla parte opposta, con i castelli, i paesi, i cascinali, i vigneti e i boschi che compongono il territorio. Il percorso condurrà i visitatori alla scoperta dei ruderi della Torre Albarola: uno straordinario punto di osservazione al crocevia di strade secondarie che si snodano attraverso un piacevole contesto paesaggistico, agricolo e naturalistico. La torre faceva parte di un sistema difensivo di avvistamento creato contro le incursioni saracene, attorno all’anno mille. Il suo compito era di riprendere i segnali provenienti dal monte Colma e, con falò accesi sulla cima, avvisare la vicina torre del Gazzolo (s. Cristoforo). Il Comune di Castelletto d’Orba, grazie ai volontari della Protezione Civile, renderà disponibile una navetta per il rientro a Bozzolina
ORARIO: Domenica: 10:00 – 18:00

Mornese: Archivio storico comunale  apre le sue porte mostrando i documenti che custodisce, arricchiti da alcuni pezzi eccezionali in prestito da altri enti, tra cui i disegni dell’ampliamento della chiesa parrocchiale di San Silvestro, datati 1812, o il progetto della linea di illuminazione elettrica di Mornese di primo ‘900. I visitatori potranno consultare loro stessi i documenti più interessanti, sotto la guida del personale competente, mentre per gli abitanti del luogo sarà possibile sperimentare una ricerca guidata sulle proprie origini. Il professor Paolo Mazzarello (Università di Pavia) terrà sabato sera (12 ottobre) un incontro dedicato al genio irrequieto di Leonardo da Vinci, nel 500esimo anniversario dalla sua morte.
ORARIO Sabato: 14:00 – 19:00 e Domenica:14:00 – 19:00

Novi Ligure
Orario: dalle ore 14,30 alle ore 18,00 di sabato 12 ottobre e dalle ore 10,30 alle 18,00 di domenica 13 ottobre.

Società Storica del Novese: che nacque nel 1960 con l’obiettivo di studiare e divulgare, anche attraverso la rivista “Novinostra”, la cultura e le vicende novesi e dell’Oltregiogo genovese, “Le quali fanno parte di quella storia delle piccole patrie che si cerca di conservare e tramandare”. Lo spirito della Società rimanda alle antiche Deputazioni di Storia Patria, sorte nell’Ottocento nelle varie regioni dopo l’annessione al Regno d’Italia. Le due sale della sede, al piano terra di un palazzo storico, sono arredate con gusto ottocentesco e sono ricche di oggetti e documenti preziosi. Qui si possono ammirare diversi ritratti di personaggi novesi tra cui Romualdo Marenco (1841-1907), musicista e autore del Ballo Excelsior, e Mariano Dellepiane (1844-1916), industriale tessile e filantropo a cui è dedicata la piazza principale di Novi. Pezzi di epoca risorgimentale, la prima moneta stampata da una banca novese, trofei, editti, antichi volumi, compongono questo piccolo scrigno di storia.

Teatro Romualdo Marenco: intitolato al Re Carlo Alberto, fu eretto a partire dal 1837 nella centrale via Girardengo della città di Novi Ligure da parte di una società costituita da 37 cittadini. L’inaugurazione avvenne il 2 ottobre del 1839. Nella prima metà del ‘900, l’edificio fu dedicato a Romualdo Marenco, grande compositore e direttore d’orchestra novese. Il teatro, concepito a decoro della città come costruzione autonoma sul modello ottocentesco del Teatro all’italiana, fu progettato dall’architetto Giuseppe Becchi con l’approvazione del collega Luigi Canonica, massimo esperto di architettura teatrale dell’epoca e già consulente nel progetto del Teatro Carlo Felice di Genova. La sala storica “a ferro di cavallo”, rimasta ad oggi inalterata, fu realizzata con tre ordini di palchi sovrapposti ed il loggione superiore e con l’arco di boccascena, sul quarto lato, a divisione della sala dal palcoscenico. Rimasto chiuso per decenni, il teatro si presenta oggi rinnovato dopo i recenti restauri

Villa Roveda: interessante esempio di dimora signorile edificata tra Otto e Novecento dalla nascente borghesia. L’edificio, appartenuto a famiglie illustri, tra cui i genovesi Negrotto-Cambiaso, deve il suo aspetto all’architetto Riccardo Haupt (1864-1950). Haupt intervenne sull’edificio esistente con la realizzazione di una torretta, di un bow window e di una veranda e con un ridisegno dei prospetti che aggraziò con decorazioni, timpani in legno alle finestre e un portale di accesso in stile neogotico. Il nome della strada (dei Cristiani) su cui si affaccia la villa e alcuni resti presenti sul sito hanno consolidato l’ipotesi che qui si trovasse un convento dei frati francescani, demolito a inizio Cinquecento. Immersa nel verde, la villa è circondata da conifere, tipiche essenze del parco ottocentesco. La visita riguarderà il parco e l’imponente atrio d’accesso alla dimora, oggi residenza privata.

Serravalle Scrivia:
Area archeologica di Libarna: città romana fondata intorno al II secolo a.C. lungo la via Postumia, la strada di collegamento tra Genova e Aquileia, riscoperta durante i lavori di realizzazione della strada Torino-Genova (1820-25) e della ferrovia (1850-52). Nel settore nord-orientale della città, quello attualmente riportato in luce, si trovavano gli edifici per il tempo libero, come terme, anfiteatro e teatro. Il teatro fu costruito intorno al I secolo d.C. ed è stato stimato che potesse contenere fino a 3800 spettatori. In occasione delle Giornate FAI, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo e l’Associazione Libarna Arteventi, saranno effettuate visite guidate al teatro di Libarna soffermandosi anche sulla figura dello sculture Santo Varni: uno dei personaggi più significativi del mondo culturale genovese dell’Ottocento, che ha dato un grande contributo alle ricerche e agli studi sull’antica città romana.
Orario: dalle ore 14,30 alle ore 18,00 di sabato 12 ottobre e dalle ore 10,30 alle 18,00 di domenica 13 ottobre.

Villalvernia

Chiesa Parrocchiale dell’Assunta venne edificata in forme neoclassiche tra il 1841 e il 1848 a spese della comunità. L’edificio fu consacrato nel 1846. L’interno si presenta decorato nella vasta volta ottagonale con i quattro Evangelisti del pittore Adriano Sicbaldi. Dello stesso autore nell’abside un’Ultima cena e sulla controfacciata il disegno preparatorio per il dipinto raffigurante il bombardamento di Villalvernia del 1° dicembre 1944. In monocromo appena sotto la volta vi sono tre grandi riquadri raffiguranti scene evangeliche, opera di Pietro Mietta di Tortona. Sulle pareti laterali del presbiterio sono visibili due tele della prima metà del XVIII secolo: il Compianto sul Cristo morto e la Vergine con le anime del Purgatorio.
Orario: Sabato: 10:00 – 12:00 / 15:00 – 18:00 e Domenica: 10:00 – 12:00 / 15:00 – 18:00

Chiesa del Borgo Antico Dalla primitiva chiesetta, nata forse come modesta cappella per le esigenze religiose del borgo, si passò in epoca rinascimentale alla struttura ancora oggi visibile. All’interno del tempio riposa con la diletta figlia il generale Giuseppe Passalacqua, medaglia d’oro al valor militare, caduto nella sfortunata ma eroica battaglia di Novara del 23 marzo 1849. La struttura della chiesa si compone di quattro bracci coperti a “botte” che convergono verso la cupola sostenuta da quattro archi. Tra la chiesa e la ex canonica è incorporata la torre campanaria in corrispondenza dell’altare maggiore. In prossimità dell’ingresso, sul lato sinistro, una scala, attualmente senza sbocco, è compresa in un avancorpo edificato nel 1869 dalle Suore della Visitazione di Porto Maurizio, divenute proprietarie. Per l’occasione verrà aperto anche il Castello
Orario: Sabato: 10:00 – 12:00 / 15:00 – 18:00 e Domenica: 10:00 – 12:00 / 15:00 – 18:00