03/06/2017

Tour Gastronomico delle Valli Borbera e Spinti

Il Tour Gastronomico "primavera" delle Valli Borbera e Spinti, inizia da sabato 25 marzo e si concluderà sabato 10 giugno.

Le tappe del tour gastronomico si aprono a marzo con  Albera Ligure "Da Bruno", sabato 25 alle 20.30 e Cantalupo Ligure alla Locanda Pertuso, domenica 26 alle 13.00

Ad aprile si parte il 1° del mese a Mongiardino Ligure da Morando, domenica 2 aprile a La Pernice Rossa a Chiapparolo, domenica 23 appuntamento a "Il Fiorile" a Borghetto di Borbera, martedì 25 aprile a Dentice alla Foresteria La Merlina e poi domenica 30 a Il Patio a Cabella Ligure.

A maggio 4 gli appuntamenti in programma, domenica 7 maggio, appuntamento a Vallenostra a Mongiardino, a Cosola al Ponte domenica 14 e domenica 21 ai Cacciatori e infine a Cabella al ristorante "Appennino".

Giugno chiede il ciclo primaverile del tour gastronomico con tre appuntamenti: sabato 3 giugno a Pallavicino da Stevano, domenica 4 a Capanne di Cosola nell'omonimo ristorante e sabato 10 al Belvedere di Pessinate.

Per informazioni:

Associazione Albergatori e Ristoratori Val Borbera e Spinti
Frazione Montaldo di Cosola, 5, 15060, Cabella Ligure (AL)
Tel 0143999121 Cel 3475120430

 tour gastronomico val borbera
Eccellenze gastronomiche delle Valli Borbera e Spinti:

  • I funghi delle valli Borbera e Spinti (in particolar modo il "porcino", nome locale dei boleti) sono considerati fra i migliori al mondo per compattezza, sapore e profumo.
  • Le castagne, di piccole dimensioni, delle quali i boschi sono ricchissimi, vengono ampiamente impiegate in cucina.
  • La fagiolana di Figino, una particolare varietà del fagiolo bianco di Spagna con pelle più morbida e pasta più saporita e raffinata, coltivata con l'antica tecnica delle "carasse" (cioè rustici pali di legno accoppiati), da vita ad insalate, minestre e contorni di antica perfezione.
  • Le rarissime mele carle, raccolte quando il tempo della maturazione è già terminato, di gusto delizioso ma poco zuccherine, vengono usate per rustici e raffinati dessert (come le torte rovesciate o le creme cotte).
  • Quanto ai vini, vitigno locale è il pregiato Timorasso, che da un vino bianco di elevata gradazione e sapore corposo e asciutto, recentemente rilanciato e riscoperto da Walter Massa è ormai riconosciuto come uno dei grandi vini bianchi italiani, che ha raggiunto nella guida Veronelli l'olimpo dei migliori 20 vini d'Italia.
  • Una specialità è anche il salame nobile del Giarolo, a grana grande, di gusto delicato e preparato con un particolare impasto "condito" con sale e pepe nero, aglio e vino rosso.
  • La carne all'erba del Giarolo - Panà - Ebro, tutelata dall'omonimo consorzio costituito nel dicembre del 2001 su iniziativa di sedici aziende firmatarie (che rappresentano la totalità dei produttori di carne bovina di qualità delle Valli Curone - Grue - Ossona e Val Borbera e Valle Spinti), è il risultato di un allevamento che cerca di armonizzare il benessere degli animali e la sicurezza e qualità per i consumatori: in sostanza i vitelli
    nascono sui vasti pascoli delle valli e restano con la madre, nutrendosi di latte materno fino allo svezzamento. In seguito vengono allevati esclusivamente al pascolo e con alimenti locali.
  • I formaggi di capra, squisita tradizione della cultura contadina, sono ottenuti dall'allevamento di animali selezionati di razza Camosciata delle Alpi, tipica dell'intero arco alpino, alimentati con foraggi di produzione locale.
  • Una citazione a parte merita il celebre e rarissimo formaggio Montébore, dalla caratteristica forma a torta nuziale (prodotto secondo il disciplinare Slow Food in un solo caseificio al mondo, sito a Mongiardino Ligure, con 75% di latte bovino proveniente dalle mucche razza Bruna Alpina, Tortonese, Genovese e Capannina e 30% di latte ovino). L'anno 1489, a Tortona, si celebravano le nozze fra tra Isabella d?Aragona e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro. Cerimoniere era Leonardo da Vinci, straordinario genio dell'arte e della scienza ma anche attento gastronomo: il Montébore fu l'unico formaggio  invitato a tanta nobile tavola.
    Ma la storia di questo formaggio rarissimo è molto più antica e la si fa risalire dell?arte casearia dei monaci dell?abbazia benedettina di Santa Maria di Vendersi, sul Giarolo (il monte attorno al quale si sviluppano le tre Valli Grue, Curone e Borbera), già fra il IX e l'XI secolo.

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