Giovedì 31 ottobre alle ore 21:00 presso la sede delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese a Lerma si parlerà di pipistrelli che, ancora oggi suscitano in noi sentimenti ambivalenti: da una parte piccoli mostriciattoli un po’ inquietanti sui quali ancora oggi circolano false dicerie, dall’altra utili collaboratori per la difesa naturale dagli insetti in agricoltura, ma anche in città.
In Italia, i pipistrelli sono tutti insettivori e sono i primi consumatori di insetti notturni (ciascun individuo arriva a consumare una quantità di insetti pari al suo peso, per notte), tra cui un elevato numero di insetti dannosi alle coltivazioni agricole.
La loro importanza ha quindi anche un risvolto economico: riducendo il numero di insetti nocivi per le coltivazioni è possibile utilizzare meno fitofarmaci, con un risparmio per gli agricoltori e un guadagno per la salute di tutti.
Eppure i chirotteri, così si chiamano scientificamente i pipistrelli, sono ancora oggi oggetto di pregiudizio. È difficile pensare ad un gruppo di animali più innocuo dei pipistrelli. Animali tanto riservati e discreti quanto affascinanti ed eccezionali.
Unici mammiferi capaci di volo attivo, abile e preciso, sono in grado di evitare accuratamente uno scontro con un essere umano, non avendo alcun interesse ad attaccarsi ai nostri capelli! Questa è infatti una delle tante leggende ancora oggi molto diffusa, che li rende ai nostri occhi animali oscuri e misteriosi.
Altro mito da sfatare è che i pipistrelli siano ciechi, anzi, per la verità, ci vedono piuttosto bene: si orientano nel buio attraverso un sofisticato ‘biosonar’, emettendo cioè segnali acustici, per lo più ultrasuoni, i quali, rimbalzando sugli oggetti circostanti, tornano all’animale che li ha prodotti sotto forma di eco. Il tempo intercorso tra emissione e ritorno consente al pipistrello di determinare la distanza dell’oggetto colpito con impressionante precisione. Gli ultrasuoni hanno frequenze superiori a quelle percepibili dall’orecchio umano. Per questo per lo studio dei pipistrelli, gli zoologi impiegano speciali strumenti, detti bat detector, i quali utilizzano un sistema detto di “espansione temporale” per cui gli ultrasuoni vengono ‘rallentati’, in genere secondo un fattore 10, diventando udibili ed analizzabili con speciali software per lo studio del suono. 
In questo modo è possibile monitorare l’attività di caccia dei Chirotteri, e in molti casi pervenire all’identificazione delle specie.
I chirotteri, purtroppo, sono in declino su scala mondiale, e anche in Europa si registra dagli anni ‘60 una notevole riduzione delle popolazioni di molte specie, sebbene negli ultimi anni si assista in alcuni casi a dei miglioramenti. Il declino delle popolazioni è la risposta ad una serie di stress ambientali, molti dei quali sono indotti dalle attività dell’uomo, come il disboscamento, il degrado degli habitat e la distruzione dei rifugi.
L’Italia è uno dei paesi europei con il maggior numero di specie di chirotteri (35 specie) e di queste ben 22 sono minacciate di estinzione. Il nostro paese è parte contraente dell’accordo sulla conservazione delle popolazioni di chirotteri europei (UNEP/EUROBATS) e si assume obblighi particolari per la salvaguardia dei pipistrelli e dei loro habitat. Nell’accordo è sottolineata l’importanza del monitoraggio e della tutela delle aree di foraggiamento e dei siti di rifugio (grotte, cavità artificiali, alberi cavi, edifici).
A parlare dei pipistrelli, giovedì sera, sarà la chirotterologa Mara Calvini, che studia questi micromammiferi  dal 2002 in qualità di membro del Gruppo Italiano Ricerche Chirotteri.  Il programma della serata prevede una esposizione di immagini commentate sulla biologia, ecologia, etologia e conservazione dei pipistrelli e, se le condizioni meteo lo permetteranno, anche  una passeggiata con il bat detector, per l’osservazione e l’individuazione di alcune specie.