Quest’anno l’appuntamento con le giornate FAI di Primavera giunto alla sua 27° edizione, si svolgerà sabato 23 e domenica 24 marzo 2019. Questa edizione vedrà protagonisti 1.100 luoghi aperti in 430 località in tutte le regioni, grazie a 325 gruppi di delegati (Delegazioni regionali, provinciali e Gruppi Giovani) e con i 40.000 “Apprendisti Ciceroni”. Come sempre protagonista di questo attesissimo appuntamento anche il Basso Piemonte con diverse aperture speciali:

  • La chiesa e il Complesso Monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo
    Sabato: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
    Domenica: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
  • Casa di Vacanza di Pio V e la Torre a Frugarolo
    Sabato: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
    Domenica: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
  • Santuario della Rocchetta e Cripta della Famiglia Spinola a Lerma
    Sabato: 14:00 – 17:00 (ultimo ingresso 16:30)
    Note: La famosa tavola di Barnaba da Modena (donazione Spinola) è visibile in Parrocchia a Lerma (entrando nel ricetto) fino alle ore 17:00 (orario della S. Messa). Nei locali della Filarmonica (Via Baldo 24, Lerma) dalle ore 14:00 alle ore 17:00 filmati e documentazione. Dopo le ore 17:30 concerto.Domenica: 10:30 – 17:00 (ultimo ingresso 16:30)
    Note: La famosa tavola di Barnaba da Modena (donazione Spinola) è visibile in Parrocchia a Lerma (entrando nel ricetto) ad eccezione del momento della S. Messa (dalle ore 10:00 alla ore 11:00). Nei locali della Filarmonica (Via Baldo 24, Lerma) filmati e documentazione. Alla Rocchetta farinata e beni di conforto.
    La chiesa, raggiungibile lungo una strada scandita da piccole edicole di una via Crucis, risale al XIII secolo e conserva all’interno affreschi del ‘600. Durante l’ultimo conflitto nella cripta della famiglia Spinola sono stati nascosti (don Mazzarello) alcuni ebrei sfuggiti così alle persecuzioni razziali dell’ultimo conflitto mondiale. Per l’occasione sarà possibile anche ammirare la preziosa tavola di Barnaba da Modena (in copia alla Rocchetta) nella parrocchiale di Lerma (ricetto) e visionare filmati e documentazione nei locali della Filarmonica, sempre a Lerma.
  • Voltaggio con l’apertura di tutti i suoi tesori:  La Pinacoteca,  l’oratorio di San Giovanni Battista, l’oratorio di S. Maria del Gonfalone, Palazzo De Ferrari Galliera, Palazzo Giardino Scorza Battilana.
    Voltaggio (Veliturium) il pittoresco borgo adagiato sulle pendici dell’Appennino piemontese, stretto tra i torrenti Lemme e Morsone e attraversato da un’importante via di comunicazione che per secoli lo ha reso un importante crocevia di culture.
    Il convento dei frati Cappuccini, all’estremo sud del paese, ospita una delle più interessanti pinacoteche del
    Piemonte, creata a fine ‘800 da Padre Pietro Repetto da Voltaggio e composta da oltre 200 opere d’arte sacra di
    maestri liguri (XVI-XVIII secc.): B. Strozzi, S. Scorza, G. Assereto, L. Cambiaso, Grechetto, D. Fiasella, sono alcuni dei nomi. La visita al convento, costruito nel 1606, e alla chiesa, fondata nel 1662, organizzata in collaborazione con l’Associazione Arcangelo Onlus, sarà l’occasione per far conoscere anche oggetti di vita e cultura cappuccina.
    Al centro del paese sorge palazzo Scorza-Battilana, casa natale di Sinibaldo Scorza (1589-1631), importante pittore della scuola genovese. Il palazzo, mai aperto al pubblico, conserva tracce di vita domestica di inizio ‘900: una vecchia cucina, una sala con pareti dipinte con scene naïf, eleganti soffitti a cassettoni e un vano scala affrescato a grottesche.
    Sul retro, nel piccolo giardino terrazzato è visitabile una dépendance, forse studio del pittore Sinibaldo, divenuta nel secolo scorso uno spazio per il benessere con pareti in marmo e una bella vasca in granito.
    A Voltaggio si trovano inoltre ben quattro oratori. Al limite nord dell’abitato si trova l’oratorio di San Giovanni Battista (XIX sec) che svetta imponente con la sua grande cupola di oltre 17 metri di altezza e ospita importanti dipinti di scuola genovese (XVII sec). Per l’occasione l’oratorio verrà aperto e addobbato a festa e verranno mostrati i tessuti di seta ricamati, i cristi processionali e gli argenti conservati dalla confraternita.
    Anche il piccolo prezioso oratorio secentesco di S. Maria del Gonfalone, in centro paese, verrà aperto alle visite.
    Riccamente ornato con stucchi, arredi e marmi, ospita un’interessante raffigurazione di Voltaggio datata 1682 e un bell’armadio-altare domestico settecentesco in legno dipinto.
    Oltre alle tradizionali visite è prevista una camminata lungo un sentiero di circa tre chilometri che si snoda a partire dal Museo della Civiltà contadina, che ha sede in Palazzo Gazzolo, prosegue al vicino oratorio di Sant’Antonio Abate e conduce ad un essiccatoio di castagne, l’unico funzionante in Piemonte grazie alla tenacia del suo proprietario. I Guardiaparco delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese proseguiranno la camminata sino ai resti del Castello per poi discendere nel borgo. L’intero percorso dura circa un’ora e 30 minuti con partenza da palazzo Gazzolo. Sabato 23 marzo partenze alle ore: 11,00; 12,00; 13,00; 14,00; 15,00; 16,00; 17,00. Domenica 24 marzo partenze alle ore 11,00; 12,30; 14,00; 15,30; 17,00. Il percorso potrebbe essere modificato in caso di pioggia. Si raccomandano scarpe adatte.
    Voltaggio offre inoltre tutta una serie di luoghi e scorci di sicuro interesse, testimoni del suo passato e della sua
    sfaccettata storia che a partire dal XII secolo intrecciò i propri destini con la Repubblica di Genova: il ponte medievale dei Paganini; l’atrio del palazzo De Ferrari, residenza voltaggina della duchessa Galliera, una delle donne più influenti e ricche del suo tempo, vissuta nell’Ottocento e molto legata al borgo (la sua famiglia vi fece costruire un ospedale, una scuola e una grande filanda); la casa Grimaldi, detta anche casa gotica, risalente al Medio Evo; la fonte sulfurea, testimone di un lungo periodo che a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha attraversato la Belle Époque per arrivare fino alla seconda guerra mondiale, quando Voltaggio era un rinomato luogo di villeggiatura, sede di uno dei più antichi centri termali, frequentato da personalità come Eugenio Montale, Gilberto Govi, Ettore Petrolini e dalla borghesia ligure. Molto altro attenderà i visitatori, per riscoprire questo angolo d’Appennino che ha conservato autenticità e tradizioni che meritano di essere riscoperte soprattutto dalle giovani generazioni.
    Sabato: 10:30 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00)
    Domenica: 10:30 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00)

Fonte sito del FAI