08/03/2017

Ciugheina la strega di Stazzano

Ciugheina. Non vi sembra di vederla, una donna con un tale nome? Viene da una classica storia di streghe, da una leggenda di Stazzano. Avanza a passi nervosi e furtivi, celando in parte il corpo ossuto e il viso asciutto e rigato dei sorrisi troppo rari e delle lunghe ore all’aperto con panni brutti e spenti. La sua ombra è lunga e scura, proprio come un’acciuga.

Ciugheina è la protagonista di racconti spaventosi, anzi, è la strega: la tradizione popolare, quella delle testimonianze riportate in cui sempre “il bisnonno del tale” o “un amico dello zio” venivano citati come collegamenti con le fonti dirette, in  contatto con quanti videro e ascoltarono, dice che visse tanto tempo fa, e che i suoi malvagi intenti stavano alla pari solo coi suoi atroci poteri.

Ciugheina non poteva diventare madre. Per questo affrontò delusione e frustrazione, iniziò a sentirsi esclusa, rinunciò, forse, ai sogni e all’amore della sua gioventù? Non lo sappiamo. La leggenda narra solo di una vecchia colma d’odio, dominata da un desiderio di morte, al punto di uccidere bambini innocenti con un tocco e una maledizione, spinta dalla volontà di privare le giovani mamme della gioia a lei negata e di spegnere la speranza in tante case.

La strega, si mormorava, godeva nell’alimentare il terrore dei compaesani. Con le sue magie sapeva spostare massi, per minacciare molti abitanti di Stazzano col rischio di una frana o di rovinosi schianti; mandava in malora il raccolto, faceva ammalare il bestiame, guastava il vino e anneriva i fiori.

Nello specchio deformato delle antiche credenze, immaginiamo, insieme, l’angoscia atavica di persone impotenti di fronte a disgrazie e malattie ancora non leggibili con gli occhi della scienza, e la solitudine che stigmatizzava una “diversa”, emarginata e temuta.

Ma, anche nelle leggende, il tempo passa. Ciugheina, che pareva attempata da sempre, divenne decrepita, almeno ultranovantenne quando questa veniva considerata età proverbiale.

Col trascorrere degli anni, sempre più secca e inaridita, simile a una foglia ancora attaccata al ramo quando l’inverno ormai avanza, incuteva meno paura. I suoi antichi detrattori scomparivano, o invecchiavano a loro volta; i ragazzi non le badavano troppo, anche perché non la incontravano quasi mai.

Ciugheina, però, soffriva; il dolore e le malattie la affliggevano almeno quanto la stanchezza. Avrebbe voluto morire, la vecchia strega. Ma la tanta perfidia attuata le rendeva impossibile spirare, la sua condanna le infliggeva la vita come lei aveva voluto causare la morte.

Ormai esausta, una sera, la donna si trascinò fino al portone della chiesa, bussò, implorò perdono.

stazzano

Gli anziani di Stazzano, mossi a pietà e vedendola ormai punita, decisero di graziarla.

Per qualcuno che “non riusciva ad andarsene” bastava smuovere un paio di tegole: ma per Ciugheina, la terribile strega, non sarebbe stato sufficiente.

Scoperchiarono il tetto della sua casupola, vuole la leggenda, che si chiuda con la vecchia che, dopo tale drastica decisione, infine esala il suo ultimo respiro.    

Si ringrazia Patrizia Ferrando per aver messo a disposizione del Distretto del Novese il racconto soprascritto.

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