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Sito Archeologico Libarna


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La nascita in epoca pre romana di Libarna è sicuramente da attribuirsi alla sua strategica posizione a cavallo tra la Val Padana e il mar Ligure.
In età repubblicana la città presentava un abitato fiorente, ricca di scambi commerciali, punto strategico in quanto passaggio per e dagli appennini.
L'esercito romano la usò per il concentramento dei rifornimenti per le legioni impegnate nella conquista del territorio circostante.
La costruzione della via Postunia che si congiunge alla via Flaminia ne arricchì ulteriormente il commercio.
Libarna fu elevata a colonia tra il 75 ed il 98 d.c. ed in questo periodo fu la costruzione dei principali edifici pubblici, teatro, anfiteatro, acquedotto. L'abitato fu servito da una curatissima distribuzione di acque. Fiorenti furono pure le industrie legate all'attività edilizia, lastre fittili, embrici, ecc.
Le monete ritrovate nel sito ci attestano la vitalità di Libarna fino alla tarda età imperiale.
All'avanzata dei barbari intorno al V secolo la città fu abbandonata dai suoi abitanti che si rifugiarono sulle alture circostanti, al loro ritorno in valle la ritrovarono ridotta in un cumulo di rovine e gli abitanti usarono il materiale a disposizione per costruire una nuova città, Serravalle.

Struttura
Tipica urbs romana con isolati racchiusi tra cardines e decumani, cioè tra due ordini di vie parallele, le une orientate in direzione N-S, le altre in direzione O-E, intersecantisi ad angolo retto, anche se nel caso particolare di Libarna l'orientamento proprio delle strade risulta sfasato dall'essere tutto l'agglomerato urbano volto in direzione NO-SE, per cui l'indicazione delle strade come cardines e decumani è più convenzionale che legittima. Alla lincarità della rete viaria si univa la regolarità della dislocazione degli impianti pubblici che vedevano il foro in posizione centrale, nella zona ora a monte della statale per Genova, tagliato dalla zona degli scavi da questa e dalle reti ferroviarie, all'incrocio tra la via Postumia, che attraversava l'urbs, ed il decumano massimo, il quale sfociava ad Ovest nell'anfiteatro, come le terme ed il teatro in zona Nord, posto ai margini dell'abitato.

Anfiteatro.
Di forma elissoidale, situato all'estrernità NO dei decumano massimo di cui l'asse minore è l'ideale prolungamento, su di una piazza a terrazza rettangolare è definito dagli studiosi arena di tipo provinciale e presenta quali caratteristiche principali la costruzione a fossa centrale come il più celebre anfiteatro di Verona, ottenuta mediante la duplice fatica dello scavo dell'arena, cioè dei luogo ove avvenivano gli spettacoli.
L'arena in origine era chiusa da un podio costituito di quadrelli di arenaria poggiante su di uno strato di 1 m. di ciotoli e quadrelli in muratura; sporgente ora di 50 cm. sul piano dell'arena il podio aveva in realtà un'altezza assai maggiore essendo ben più alti i muri radiali della cavea ed era presurnibilmente rivestito di lastre marrnoree.
La fine della costruzione fu dovuta, prematuramente e diversamente, per quanto è dato di capire, rispetto il resto della città, nella la metà del IV sec. ad un incendio che trovò alimento nel legname impiegato per le apparecchiatura e per la copertura lignea: questa distruzione non esclude però la possibilità di un ripristino da parte della popolazione, avanti che si delineasse il bisogno di abbandonare la città.
 
Teatro
A Sud Ovest del quartiere dell'anfiteatro, si trovano i resti del teatro.
La costruzione, a normale forma di esatto emicielo caratteristica dei teatro romano, presenta, come già l'anfiteatro, strutture curvilinee di conteniinento della terra riportata sulla quale poggiavano le gradinate, cavea, che si affacciavano su scena rettangolare con palcoscenico originariamente a copertura lignea, delimitato da parasceni, o locali laterali, per una lunghezza totale pari al diainetro della cavea e con buche per i contrappesi di manovra del sipario.
Il teatro di Libarna presenta due particolarità costruttive che hanno destato l'interesse degli studiosi. La prima, di carattere prettamente architettonico, consiste nella presenza di 3 parodoi, ingressi, due laterali come d'uso, e una centrale. La parodos centrale, assai inconsueta nei teatri romani, posta perpendicolarmente rispetto il frons scenae divide la cavea in due settori speculari di uguali dimensioni, ma la sua particolarità non si limita alla sola presenza quanto al fatto che per dimensioni risulta essere l'ingresso principale.
L'altra particolarità è invece un'alterazione strutturale ed è data dalla presenza nel lato dell'emicielo esposto a Nord di vani absidati aperti tra i muri radiali, vani che mancano invece nella zona Sud dello stesso emicielo.

Case di abitazione
La panoramica più completa dei criteri edilizi delle case di abitazione di Libarna è fornita dal quartiere dell'Anfiteatro. Tale quartiere a carattere periferico, l'anfiteatro delimitava l'abitato nella zona Ovest ed era lontano dal foro, ci fornisce l'indicazione di un urbanesirno illuminato, per lo meno nel periodo di maggior sviluppo della città, cui tale zona risale, da ragioni di ordine e regolarità suggerite dalla priorità della rete viaria assoggettante, e non assoggettata dalle case da costruirsi.
Sul lato destro del decumano massimo, fondamenta di esigua entità di spessore hanno fatto pensare a costruzioni di scarsa elevazione, forse botteghe a solo pian terreno, forse scuderie o magazzini.
Nell'isolato Nord è interessante la soluzione prospettata da un grande cortile centrale con area perimetrale porticata ,intorno al quale si affacciano più nuclei. Purtroppo occultati alla vista del visitatore da rinnovato interramento o da distruzione sono pregevoli mosaici che rivelavano, insieme ad altri reperti di carattere voluttuario, bronzi figurati, sedili e fontane marmoree, pure mancanti in sede, l'accuratezza delle costruzioni dei resto manifestata anche nell'efficienza della rete di approvvigionamento idrico, che serviva le abitazioni, fornite di pozzi e fontane, appoggiato da un'ottirna rete di scarico che faceva confluire le acque in collettori sottostanti la rete stradale e di qui le convogliava nello Scrivia.
 
Orari di apertura al pubblico
da martedì a venerdì: 9.00 - 12.00
sabato e domenica: 10.00 - 16.00.
Giorno di chiusura: lunedì

Si consiglia,  per i gruppi, la prenotazione contattando la Biblioteca di Serravalle Scrivia.

Tariffe
L'ingresso è gratuito, visita libera.

 
Per un approfondimento...
I volumi sono disponibili presso la casa editrice Editoriale Tipografica Sorriso Francescano, Via Riboli 20, 16145 Genova, Tel. 010311624, Fax 0103626830 che ha messo a disposizione in formato pdf un'estratto  di ciascuna pubblicazione.


Tel.: +39 0143 633627

Fax: +39 0143 686472

Indirizzo: Via Arquata, 63

Localita': 15069 Serravalle Scrivia AL


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