12/03/2017

Novi Ligure: "Tesori Sacri dalla collezione civica" in mostra al Museo dei Campionissimi

La storia della città nel '600 e nel '700 vista attraverso le testimonianze artistiche. Questo è il punto di partenza per il progetto espositivo dal titolo 'Tesori Sacri dalla collezione civica' allestito presso le Sale d'arte del Museo dei Campionissimi.  
  
Punto forte dell'esposizione è la presentazione dei restauri ultimati di un grande telero della fine del '600, l'Istituzione dell'Eucarestia di Gio. Raffaele Badaracco. Insieme a questa, altra importante opera che non viene esposta al pubblico da almeno un decennio è il dipinto di Bernardo Strozzi, Il Beato Salvatore da Horta benedice gli infermi. A questo va aggiunto l'intero apparato decorativo degli altari della Chiesa della

strozzi

 Santissima Trinità con le pale degli altari di Giovan Battista Chiappe e di Francesco Campora.

Il Mistero della Santissima Trinità del Chiappe è l'altra opera sulla quale si è intervenuti con un restauro conservativo che restituisce l'opera alla città proprio in occasione di questa mostra: l'intervento molto complesso per la delicatezza della materia utilizzata dal Chiappe e sua caratteristica pittorica, è stato portato a termine riuscendo a rimanere in prima tela.

A queste pale della Trinità si unirà un grande dipinto raffigurante Santa Chiara che scaccia i Saraceni anch'esso di Gio. Raffaele Badaracco originario dell'omonimo Monastero delle Clarisse, attualmente presso la Biblioteca Civica che, proprio grazie a questa mostra è stato studiato. Altra importante restituzione alle complesse vicende della collezione della Santissima Trinità, una tela raffigurante la Crocifissione con i santi Sebastiano e Rocco e la città di Novi sullo sfondo, di Gian Lorenzo Bertolotto, restaurata dal Laboratorio della Soprintendenza ai Beni Artistici di Torino, studiata in questa occasione e presentata al pubblico per la prima volta.

La città di Novi Ligure da anni è impegnata per valorizzare i beni artistici di cui è proprietaria. La collezione proviene da oratori, conventi e monasteri in alcuni casi distrutti, in altri trasformati in centri culturali attivi, in altri ancora in attesa di un intervento definitivo di recupero architettonico.

La mostra, che sarà accompagnata da un catalogo edito dal Comune di Novi Ligure, rappresenta un?occasione importante per dare risalto a quanto fatto per il recupero di una parte considerevole dei beni artistici di proprietà civica, approfondire gli studi sulla collezione e rendere fruibili al pubblico opere che non vengono esposte da molti anni.

RIEPILOGO:
Titolo della mostra: TESORI SACRI dalla collezione civica
Orari di apertura: venerdì 15-19; sabato, domenica e festivi 10-19
Biglietti: euro 7,00 intero; euro 4,00 ridotto
Info: 0143 322634 (Museo); 0143 72585 (Informazione e Accoglienza Turistica);

 


Mostra a cura di: Anna Orlando, storico dell'arte free lance esperta di pittura genovese; Chiara Vignola, storico dell'arte conservatore del Museo dei Campionissimi e della collezione civica di Novi Ligure.

Contributi in catalogo: Maria Cristina Daffonchio, responsabile dell'Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica di Novi Ligure esperta di storia dell'arte del territorio; Giovanni Donato, funzionario della Soprintendenza Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Torino; Maria Clelia Galassi, professore associato della Facoltà di Lettere dell'Università di Genova; Anna Orlando, storico dell'arte free lance esperta di pittura genovese; Chiara Vignola, storico dell'arte conservatore del Museo dei Campionissimi e della collezione civica di Novi Ligure.

I restauri sono stati co-finanziati da: Compagnia di Sanpaolo Torino, Fondazione Carige Genova; Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

Restauri eseguiti da: Studio di Restauro Gian Maria Casella, Brescia;Laboratorio di Restauro delle Scuole Pie, Genova; Laboratorio di restauro della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Piemonte, Torino.


Elenco opere:

Bernardo Strozzi (Genova 1581 - Venezia 1644), Il Beato Salvatore da Horta benedice gli infermi, 1630 circa, Olio su tela, cm 203 x 145.

Francesco Campora (Rivarolo, 1693 - Genova 1753), San Carlo Borromeo, 1739/40, olio su tela, 306 x 186 cm.

Francesco Campora (Rivarolo, 1693 - Genova 1753), Mater divinae providentiae, 1739/40, olio su tela, 306 x 186 cm.

Gio. Raffaele Badaracco (Genova1645-1717 ), Santa chiara che scaccia i Saraceni, prima metà del ?700, olio su tela, 322 x 233 cm.

Gio. Raffaele Badaracco (Genova1645-1717 ), Comunione degli Apostoli, fine ?600, olio su tela, 200 x 495 cm.

Gio. Raffaele Badaracco (Genova1645-1717), Dio Padre con Angeli portacroce, fine ?600, olio su tela, 195 x 275 cm.

Giovanni Battista Chiappe (Novi Ligure 1723 - 1765), Il Mistero della SS. Trinità, 1753 metà '700, olio su tela, 320 x 160 cm.

Gian Lorenzo Bertolotto (Genova 1646 - 1720), Crocifissione con i santi Sebastiano e Rocco e la città di Novi sullo sfondo, Olio su tela cm 167,5 x 120.

Ignoto, Croce lignea intagliata con rappresentazione dell'Arma Christi, 310 x 184 cm.

Ignoto, Deposizione, seconda metà del '700, olio su tela, 314 x 196 cm.


APPROFONDIMENTO CONTESTO STORICO

Comune denominatore di questi beni artistici è la manifattura locale o genovese che proprio in questi ultimi due anni è stata studiata e approfondita con ricerche storiche e d'archivio che hanno fatto luce sulle attribuzioni e sulla storia della penetrazione di artisti genovesi nel 600 e nel 700 sul territorio locale, in particolare legato a committenze religiose.

L'influenza che Repubblica di Genova ha esercitato sulla città di Novi, centro che nel '600 era il più importante del territorio dell'Oltregiogo, è evidente dall'architettura dei palazzi nobiliari del centro storico e, in maniera capillare, nelle testimonianze artistiche conservate nei luoghi di culto e nelle case dei privati collezionisti, particolarmente vicini e sensibili ai grandi maestri genovesi.

A Genova il periodo storico artistico definito come Barocco, che va dai primi anni del 600 fino a circa la metà del 700, si sviluppa sotto lo stimolo diretto di Rubens e di altri artisti di provenienza fiamminga come Van Dyck, Cornelis e Lucas de Wael e Jan Roos, che soggiornano a lungo in città a partire dai primi decenni del Seicento. Con loro nasce la pittura di genere, di paesaggio e la natura morta.

È proprio in questo periodo che la Repubblica Genovese estende il suo territorio nell'Oltregioco, il cui maggiore centro è Novi (NÖVE, come veniva chiamata), Ligure solo con Regio Decreto del 1863.

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