26/03/2017

Giornate Fai di Primavera

Tornano in 400 città italiane le Giornate FAI di Primavera, il 25 e 26 marzo 2017, la storica manifestazione del FAI.. Una grande festa di piazza dedicata ai beni culturali. Un’occasione unica per scoprire luoghi solitamente chiusi al pubblico e sentirsi parte di un’Italia diversa creata dagli 8,5 milioni di persone che in questi anni hanno dimostrato di amare e di riconoscersi nell’immenso patrimonio culturale custodito nel nostro Paese.

Chiese, ville, borghi, palazzi, aree archeologiche, castelli, giardini, archivi storici: sono1000 i luoghi aperti con visite a contributo libero in tutte le Regioni grazie all’impegno e all’entusiasmo delle Delegazioni e dei volontari del FAI.

Anche quest'anno, nel territorio del Distretto del Novese, sono numerosi i luoghi che saranno protagonisti delle Giornate Fai di Primavera:

Bosco Marengo

Visite al  complesso monumentale di Santa Croce, ex convento domenicano, esempio di architettura unica nel panorama artistico e architettonico piemontese, fu progettato dall’architetto perugino Padre Ineazio Danti affiancato da Giacomo della Porta e da Martino Longhi. I lavori del fabbricato, voluto da Papa Pio V Ghisleri, originario di Bosco Marengo, iniziarono nel tardo 500. Costituito da un’ampia struttura organizzata su due piani a forma prevalentemente rettangolare (110 m. X 130 m. circa) che comprende la Chiesa di Santa Croce, due chiostri interni intitolati “dei Morti o Piccolo” e “Grande o della Cisterna”. Attorno ai chiostri si sviluppano i locali dell’antico convento come il Refettorio e la sala Capitolare. Al primo piano è ubicata la splendida biblioteca, le carceri e i vecchi dormitori, trasformati nel 1934 a riformatorio che è rimasto attivo fino alla fine del 900. 
Di notevole pregio il coro ligneo all’interno della Chiesa di Santa Croce è stato realizzato da Giovanni Gargiolli e Angelo Marini (1569 e 1570). 

In via eccezionale, sarà possibile visitare oltre alla chiesa e al convento anche le delle tombe ipogee dei frati conservate entro la chiesa stessa.

Aperture  sabato e domenica dalle 10 alle 18 


Mornese

Alla scoperta del  Castello Doria e la sua parte più affascinante e antica, quella del ricetto, fino alla torretta panoramica, ove la principessa venne rinchiusa dopo un incantesimo della terribile strega Griscin e poi liberata dal forzuto Sciancaferu. 
Dopo questa meravigliosa costruzione si passa per le vie del centro fino alla Chiesa di San Silvestro che e` collegabile al castello poiché` qui sorgeva il Castellazzo medioevale, poi sostituito dalla chiesa, oggi ne rimangono solo i sotterranei ospitanti il grande presepe di Mornese eseguito da artigiani locali e la mostra di settanta presepi di tutto il mondo. 
Mostra fotografica con la presenza del fotografo Roberto Corradino per entrambe le giornate.

 Aperture sabato e domenica dalle 9 - 12 / 14 - 18 


Novi Ligure - Pasturana - Tassarolo: “Guardare lontano, vedere vicino” 

A Novi Ligure sarà possibile approfondire la conoscenza del parco del castello, a Pasturana si potrà visitare il giardino del castello Spinola-Gavotti (abitualmente chiuso al pubblico) raggiungibile attraverso un percorso pedonale nel borgo antico dove verrà offerta una piccola degustazione. 
A Tassarolo i visitatori saranno accompagnati in un tour del Castello. Questa dimora storica appartiene ancora oggi, dopo oltre sei secoli, agli Spinola, una delle più antiche stirpi nobiliari genovesi. Durante la visita al castello, antica sede della zecca, si potranno ammirare i cinquecenteschi affreschi del piano nobile e la cappella di famiglia, aperta per la prima volta al pubblico. Inoltre, domenica 26 nel borgo, ai piedi del castello , sarà allestito un mercatino florovivaistico e saranno aperte per i visitatori le due chiese di Tassarolo.

I tre castelli sono custodi di storia, arte e curiosità e, al tempo stesso, aprono lo sguardo al territorio che li circonda. Il paesaggio visto dal loggiato del castello di Tassarolo, i luoghi della battaglia combattuta alla fine del Settecento ai piedi dell’abitato di Pasturana e l’ampia visuale che si può godere dal parco e dalla torre di Novi, verranno raccontati dagli Apprendisti Ciceroni® delle scuole superiori dell'istituto Ciampini-Boccardo e del Liceo Amaldi di Novi Ligure che accompagneranno nella visita, guidati da studenti universitari e giovani volontari. 
Aperture: sabato 25 e domenica 26 marzo, con visite guidate dalle ore 10.30 alle 13.00 e dalle ore 14.30 alle ore 18.00.

Predosa

Il borgo di Retorto, frazione di Predosa, compare per la prima volta in un documento scritto il 12 dicembre 937, elencato tra i beni dotali concessi da Ugo di Provenza, allora re d’Italia, a Berta, sua sposa e vedova di Rodolfo II suo predecessore nel regno. Passò poi all’abbazia di Fruttuaria (oggi San Benigno Canavese, fondata da Guglielmo da Volpiano discepolo di S.Maiolo di Cluny) il 1 aprile 1065 per volere dell’imperatore Enrico IV.

Il 5 ottobre 1164 Retorto, assieme a quasi altri cento tra corti e castelli, fu concessa da Federico I Barbarossa a Guglielmo V Marchese di Monferrato. Il 21 agosto 1203 Guglielmo VI, figlio di Bonifacio I impegnato nella IV Crociata, ne cedette metà in feudo agli Alessandrini divenuti suoi alleati. Conquistata Alessandria dal Ducato di Milano, il 2 luglio 1463 Francesco Sforza diede Retorto in feudo a Giacomo del Pozzo, suo consigliere, che già ne aveva la proprietà privata.

Nel 1748 Carlo Emanuele IV re di Sardegna diede a Carlo Maria Accusani il titolo di Barone di Retorto: la proprietà, però, restò ai Dal Pozzo fino al 1918 quando fu venduta alla famiglia Bruzzo di Genova, che la possiede tuttora.

Retorto presenta un duplice aspetto: verso la strada, un’efficiente azienda agricola a più corti sul modello delle cascine lombarde del XVIII secolo; verso il fiume Orba, la chiesa di San Bartolomeo (in stile barocco, custodisce opere d’arte commissionate dalla famiglia Dal Pozzo) e un castello tardo-medievale trasformato in residenza nobiliare, sviluppato 
attorno a un’ampia corte interna, e coronato da un parco di acacie ed ippocastani e da un’area orticola.
Nelle Giornate FAI 2017 sarà possibile rivivere il clima storico del periodo seicentesco. Di quell'epoca Retorto conserva non più edifici, ma l'atmosfera di una "curtis": un microcosmo chiuso verso l'esterno, per proteggersi dai pericoli, ma vivo, completo ed autautosufficiente al proprio interno.

retorto

Sabato 25 e Domenica 26 ricostruzione storica di usi e costumi del borgo del XVII secolo a cura dell' Associazione storico modellistica Novese Onlus Compagnia della Picca e del Moschetto 
Aperture sabato e domenica dalle 10 alle 18.
Il tour dello scorso anno a ReTorto in occasione delle giornate del FAI - Fondo Ambiente Italiano lo abbiamo raccontato qui (https://goo.gl/W0ExbQ)

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