26/03/2017

Bosco Marengo:Il convento e Museo di Santa Croce

Il complesso di Bosco Marengo (AL) nacque per volontà di Papa Pio V nel 1566, con lo scopo di nobilitare il paese natio e costituire un chiaro esempio di attuazione dei principi della Controriforma così come questi erano stati definiti nell'ambito del Concilio di Trento conclusosi da pochi anni.

Il progetto originale fu elaborato da Egnazio Danti, matematico, geografo e frate domenicano, ma alla sua realizzazione lavorarono anche il fiorentino Nanni di Baccio Bigio e Martino Longhi il Vecchio di Viggiù. I lavori procedettero speditamente fino al 1572, anno di morte del Pontefice, per poi riprendere l'anno successivo sotto la protezione del nipote di quest'ultimo, il Cardinal Bonelli, alla cui morte nel 1598 il convento poteva ormai dirsi ultimato e pienamente in funzione.
Il convento è articolato in tre settori strutturati intorno ad altrettanti spazi aperti: il chiostro piccolo o "chiostro dei morti", ai lati del quale si dispongono il refettorio, le cucine, vari locali di servizio e la sala capitolare; un cortile rettangolare nell'angolo nord-occidentale intorno a cui si trovano gli ambienti destinati alla funzione di foresteria e gli appartamenti privati del fondatore; il chiostro grande o "chiostro della cisterna" per la presenza di una grande cisterna sotterranea al centro, destinato alla clausura e alla formazione dei giovani novizi vista la presenza in quest'ala del noviziato semplice, del noviziato professo e della biblioteca al primo piano, ispirata direttamente a quella del Convento di San Marco a Firenze.
La chiesa, a croce latina, presenta una navata centrale affiancata da cinque cappelle per lato fra loro comunicanti, mentre in corrispondenza dell'incrocio dei bracci si erge la cupola a base ottagonale realizzata solo nel 1591. La facciata, di aspetto classicheggiante, si presenta con due ordini sovrapposti separati da un architrave con mettriglifi; le membrature architettoniche e gli elementi ornamentali sono in pietra mentre la struttura portante è in laterizio.
Il portale di accesso in marmo è fiancheggiato da due nicchie laterali e sormontato dallo stemma di Pio V. Per l’altare maggiore il Pontefice commissionò a Giorgio Vasari “non una tavola, come s’usa comunemente, ma una machina grandissima quasi a guisa d’arco trionfale, con due tavole grandi, una dinanzi et una di dietro, et in pezzi minori circa trenta storie piene di molte figure”. Completata entro il 1570 sotto la direzione oltre che del Vasari anche di Giovanni Gargiolli e Angelo Marini, tale macchina in legno dorato era decorata nella parte superiore da due grandi pale rappresentanti il Giudizio Universale quella rivolta verso la navata e il Martirio di San Pietro Martire quella rivolta
verso il coro, realizzate a Pisa tra il 1567 e il 1569, trasportate a Genova via mare e infine portate a Bosco Marengo alla fine di agosto dello stesso anno. Le altre tavole decorative dei lati brevi e della base furono realizzate da vari artisti della scuola vasariana fra cui Francesco Morandini detto il Poppi.
Nel 1710 la macchina venne sostituita dall'attuale altare marmoreo opera di Gaetano Quadrio, tuttavia le tavole non vennero perdute: il Giudizio Universale è esposto nell'abside e le Storie di San Pietro Martire nel Museo Vasariano.
Quando Pio V fu sepolto in Santa Maria Maggiore a Roma il monumento che avrebbe dovuto divenire la sua tomba, impreziosita da marmi pregiati e dalle sculture di Giovan Antonio Buzzi di Viggiù, divenne un altare a lui dedicato.
Altra celebre opera del Vasari conservata nella quarta cappella di destra è l'Adorazione dei Magi, commissionatagli dal Pontefice in persona nel 1566; oltre a questa all'intero della chiesa sono presenti due tele di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, L’apparizione di Gesù a San Tommaso d’Aquino e L’apparizione della Vergine a San Giacinto, realizzate all'inizio del 1600, e il coro ligneo con l’Arcangelo Michele opera di Angelo Marini e Giovanni Gargiolli, databile al 1570 circa.
Il convento venne soppresso per decreto napoleonico nel 1801 per poi essere ripristinato nel 1823 e rimanere in funzione fino al 1 marzo 1860, anno della sua definitiva soppressione e del suo passaggio di proprietà al Demanio Militare, venendo adibito per brevi periodi alla funzione di magazzino militare e ospedale oftalmico.
Destinato inoltre a ospitare fin dagli anni Sessanta del 1800 un riformatorio giovanile, nel 1975 divenne carcere minorile rimanendo in attività fino al 1989, quando venne definitivamente chiuso con il trasferimento di personale e detenuti rimasti nel carcere minorile di Torino.
bosco m

 

Il Museo di Santa Croce contiene allestimenti che valorizzano il patrimonio artistico e religioso che ha arricchito la basilica e l’annesso convento attraverso i secoli. Un’attenta e responsabile selezione di reliquiari, sculture lignee, dipinti, arredi sacri, paramenti, arazzi e codici miniati, accompagnata da idonei sistemi audiovisivi, intende restituire al pubblico l’idea e la dimensione culturale di uno dei più importanti insediamenti conventuali domenicani del territorio che si è venuto a realizzare grazie all’intervento dell’unico Papa piemontese, Pio V.Il Museo di Santa Croce contiene allestimenti che valorizzano il patrimonio artistico e religioso che ha arricchito la basilica e l’annesso convento attraverso i secoli. Un’attenta e responsabile selezione di reliquiari, sculture lignee, dipinti, arredi sacri, paramenti, arazzi e codici miniati, accompagnata da idonei sistemi audiovisivi, intende restituire al pubblico l’idea e la dimensione culturale di uno dei più importanti insediamenti conventuali domenicani del territorio che si è venuto a realizzare grazie all’intervento dell’unico Papa piemontese, Pio V.

A Bosco Marengo, il Museo e il Convento di Santa Croce, osserverà il seguente l'orario di apertura del sabato e della domenica dalle 15 alle 18.

Costo del biglietto 3 euro a persone, Biglietto gratuito per bambini inferiori a 10 anni di età.

Per gite scolastiche costo ridotto a 2 euro a persona. 

Per informazioni contattare

l'associazione Amici di Santa Croce tel 331 443 4961

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